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L’estate scorsa io e la mia compagna abbiamo deciso di regalarci un viaggio alle Seychelles durante le ferie di agosto. Vagliati un po’ vari siti e i vari pacchetti disponibili, l’opzione che abbiamo poi scelto è stata di prenotare separatamente il pacchetto soggiorno online tramite un’agenzia viaggi di Torino, mentre il volo Emirates da Bologna alle Seychelles l’abbiamo prenotato a parte sul classicissimo Lastminute.com ed abbiamo incluso in entrambe le prenotazioni (soggiorno + volo) delle assicurazioni che ci coprissero i costi in caso di problematiche che ci impedissero di partire. Succede che verso fine giugno ci arriva la meravigliosa notizia che la mia compagna era rimasta incinta. Il giorno prima della partenza prevista, lei inizia ad avere pesanti nausee e vomitare di continuo e quindi andiamo subito dal medico e dal ginecolo. Il dottor la visita e le scrive un certificato che dichiara che viste le sue condizioni fisiche, non poteva affrontare il viaggio. Chiaramente alla luce di questo, il viaggio con partenza il giorno seguente non era più nemmeno un’ipotesi remota. Sarebbero state circa 10 ore di volo con una connessione, poi spostamenti in traghetto per raggiungere le strutture.. troppo rischioso. Nei giorni seguenti mandiamo quindi avanti le pratiche per la disdetta delle ferie. Come dicevo i pacchetti erano 2 e quindi 2 assicurazioni, la AIG per i soggiorni e la Europ Assistance per il volo. Apriamo entrambe le pratiche di rimborso ed inviamo tutti i documenti che servivano. Dopo qualche tempo l’assicurazione per il soggiorno (AIG) mi comunica che il rimborso, della spesa totale meno una franchigia del 20%, è stato riconosciuto. Con la Europ Assistance ho sottoscritto una polizza “Total Protection”, ma succede che il custerm service mi risponde che il nostro caso non è coperto dalla polizza. Ovviamente cado dalle nuvole, e subito mi vado subito a rileggere tutte le condizioni e microclausole del contratto.. ed ho risposto in modo molto dettagliato, così:
“l'Assicurato, come indicato chiaramente nel certificato medico a Voi fornito, è stata valutata "in condizioni fisiche precarie e non in grado di effettuare lunghi viaggi", pertanto è stata affetta da una malattia (cit. da Vs. Glossario: MALATTIA: per Malattia si intende un'alterazione inattesa dello stato di salute dell'Assicurato che si verifica dopo la prenotazione del volo o l'acquisto dell'assicurazione, diagnosticata da un dottore o dentista qualificato). Credo perciò che sia fuori da ogni ragionevole dubbio che la motivazione dell'annullamento del viaggio ricada al 100% all'interno della casistica n.2 che riporto integralmente:
2. Qualsiasi altro evento dimostrato, non intenzionale e che esula dal controllo dell'Assicurato.
Qualsivoglia altra circostanza non voluta dall'Assicurato, che esula dal suo controllo o per la quale vengono fornite prove da una Terza parte accettabile e di alto profilo (ad esempio membri di un'associazione professionale o di un organismo pubblico), conformemente alle esclusioni definite nel presente documento. L'annullamento deve essere ragionevole, necessario e giustificabile. Si applica una Franchigia pari al 20% dei costi totali irrecuperabili del Viaggio; tale importo è a carico dell'Utente”.
Mi sembra chiaro. Quindi perché non rimborsarci quando anche l’altra assicurazione lo ha fatto senza esitare?!
Mi rivolgo all’associazione consumatori “Altroconsumo”, che tramite un avvocato ha contattato la Europ Assistance tentando di far valere le nostre ragioni, ma è anche questo step è stato inutile.
La loro risposta è stata questa: “Il nostro direttore medico considera che la causa dell’annullamento (la patologia dell’assicurata), non impediva la realizzazione del viaggio. Infatti, il referto medico descrive un evento puntuale: la sindrome emetica non era di vari giorni di evoluzione. Inoltre, il dottore non proibisce la realizzazione del viaggio. Si tratta soltanto di una raccomandazione del dottore e possiamo quindi confermare che l’annullamento non era del tutto necessario”.
Ora, mi sembra di poter tradurre il concetto così: Il certificato è stato arbitrariamente interpretato da questo presunto direttore medico, che non ha ovviamente mai visitato la paziente. Ma io mi chiedo che cosa esattamente ci sia da interpretare in un certificato che, il giorno prima della partenza programmata di un viaggio aereo di oltre 10 ore, dichiara questo: "la paziente è in precarie condizioni fisiche", "prescrivo riposo ed adeguata idratazione, anche con fleboclisi, in caso di persistenza di vomito" , "da evitare lunghi viaggi e spostamenti". Cioè, quale professionista può considerare che “la causa dell’annullamento non impediva la realizzazione del viaggio”? Come si può affermante che "l'annullamento non era del tutto necessario" senza avere neppure visitato la paziente?! Questo a mio avviso si chiama speculare sulla salute delle persone. Quale pazzo farebbe affrontare un viaggio così ad una persona "in precarie condizioni fisiche", a quasi 36 anni di età, ed alla prima gravidanza? Cioè questi signori mi vorrebbero far credere che se il medico avesse scritto "si proibisce di viaggiare" anziché "deve evitare viaggi", la diagnosi sarebbe stata differente? Ma chiunque abbia un briciolo di coscienza, o di intelligenza, questo non lo può accettare. Un medico non è un carabiniere o un giudice che può "proibire" di fare qualcosa. Un medico non è un burocrate, che può scrivere certificati solo utilizzando certe forme verbali invece di altre per meri scopi assicurativi. Un medico ha studiato medicina ed il suo mestiere è quello di verificare lo stato di salute di una persona e consigliare come gestire un problema, prescrivendo comportamenti adeguati per tutelare la salute della paziente e/o del feto che porta in grembo. Quello è il certificato, che testifica inequivocabilmente uno stato di salute alterato, cioè una malattia, che rientra tra le cause di annullamento coperte dalla polizza che ho sottoscritto e pagato. Ma non per la Europ Assistance, evidentemente.



 

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