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Rev.1 Segnala

Buonasera a tutti,


vi scrivo per aver qualche consiglio in merito a delle situazioni un pò strane che descrivo per ordine.


La prima riguarda un finanziamento con una finanziaria, accesi un prestito personale, per un periodo pagai senza problemi, successivamente a causa della crisi persi il lavoro, quindi dovetti causa forza maggiore sospendere, in tutto questo periodo ovviamente sono stato tartassato dai vari recuperi crediti, fin qui tutto ok. Appena riassunto in una nuova società iniziai a pagare, nel Dicembre 2014 mi scirssero la prima lettera intimandomi alla restituzione di una cifra a me sconosciuta, durante il 2015 continuai a pagare e nel Dicembre 2015 atra lettera con importo maggiore rispetto a quella del 2014. Avendo il lavoro continuai a pagare anche nel 2016 quando mi chiamo una signorina con prepotenza intimandomi a restituire la stessa cifra che mi chiesero nella lettera del Dicembre 2015, alchè dovetti far intervenire un legale per comprendere cosa stesse succendendo, arrivando cosi ad una chiusura bonaria del credito. Attraverso il legale inviarono copia dell'estratto conto, dove si evince la registrazione del pagamento ( bollettino postale ) con uno storno per interessi. Secondo la mia interpretazione a tali pagamenti sono stati imputati interessi, ma nella mia ingenuità ed ignoranza sò che ogni bollettino include la quota parte degli interessi. Difatti secondo i miei calcoli dovrei aver un ammanco di circa 13.000 euro. Fatta questa premessa vi domando se tali comportamenti sono legali e quale sia la strada migliore per far verificare questo estratto conto e richiedere a loro il contratto iniziale  ( in quanto smarrito per problemi all'immobile). Un sistema di ricarico degli interessi su una rata mensile corrisposta è secondo me fantascienza. Tutti i bollettini corrisposti negli anni sono stati censiti e certificati come pagamenti inviati, in quanto ho sempre eseguito questi pagamenti attraverso un conto corrente. Il mio non è un accanimento verso un istituto di credito, ma è semplicemente far valere i miei diritti, sè necessario in un'aula di tribunale. Il debito và sempre onorato ma entro i limiti, spero che qualcuno possa indicarmi una strada da intraprendere per la verifica della documentazione da me posseduta.


 


La seconda non trascurabile, si tratta di una carta revolving, tale carta aveva una rimanenza di circa 1500 euro, che  come sopra descritto avendo perso il lavoro non pagai, dopo un'anno mi hanno chiesto 7000 euro che ho dovuto corrispondere subito facendomeli prestare da familiari, in quanto hanno eseguito un decreto ingiuntivo se che io ricevessi alcun avviso. Mi sono trovato l'ufficiale giudiziario a notificarmi tale esecuzione. Il mio legale provo a richiedere una cifra bonaria ma loro rimasero sulla stessa cifra del decreto, anche qui i conti e gli interessi non mi tornano, quindi a voi i consigli e le considerazioni.


Mi reputo una persona onesta e lavoratrice, ma non tollero ( qualora ce ne fossero) di esser trattato male e depredato del mio stipendio, concludo segnalando che per quanto riguarda la prima ellustrazione, i primi mesi del 2018 terminerò con il piano di rientro concordato, che è pari al 70% in meno di quanto mi intimavano nelle lettere.


Vi ringrazio fin da ora per la vostra preziosa collaborazione, segnalando che secondo la mia etica non è necessario scrivere i nomi degli istituti di credito, ma bensì le situazioni che non solo al sottoscritto, si vengono a creare con accanimento psicologico da parte di chi forse non si trova nelle situazioni che tanti causa forza maggiore subiscono. Questi istituti ed i loro recuperi credito per il momento sono solo spettatori, pronti a giudicare, intimare e minacciare le persone, spesso anche urlando al telefono. Tutti coloro che attualmente si trovano in queste situazioni posso comprendere quanto sia stresante, ma ho constatato sulla mia pelle che la cosa più difficile è vivere in questo paese. 


Un caro saluto&&&

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