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Iniziata: oltre 2 anni fa   Ultimo aggiornamento: oltre 2 anni fa   Visite: 1978

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Buongiorno, espongo la mia situazione come erede:
mia madre di 75 anni ed adesso deceduta, chieseun prestito sul quinto della pensione di circa 14.000. Nel contratto ovviamente era prevista una assicurazione rischio vita obbligatoria con un premio superiore ai 5.000 euro. Il prestito fu erogato sul suo c/c il 15 di marzo 2012 per la somma di 13.000, i restanti 1.000 euro le furono dati breve mano con assegno circolare il 28 marzo. Mia madre decede il 30 marzo, quindi 15 giorni dopo l'accredito. Nel frattempo viene smarrito l'assegno, quindi come erede, faccio richiesta di riemissione presso il curatore fallimentare della finanziaria che nel frattempo era stata messa in liquidazione. Il curatore si impegna a rimettermi l'assegno non appena reperisce tutta la documentazione di cui però non si trova la polizza assicurativa.
Tale polizza viene reperita dal curatore dopo settimane, (nel mio contratto non ve ne era menzione tranne la cifra del premio, e non esisteva nessuna copia tra la mia documentazione quindi mai consegnata nelle mani di mia madre). Tale copia mi viene inviata (un unico foglio della compagnia che si trova, non capisco perchè, a Parigi, con una sempice tabella con i dati di mia madre, il premio e la decorrenza. Tale decorrenza è giorno 1 Aprile, quindi il giorno dopo il decesso di mia madre. Mi chiedo quindi se sia leggittimo erogare un prestito e lasciare una scopertura rischio vita di 15 gg o se il rischio vita non parta obbigatoriamente all'erogazione, visto inoltre che tale polizza era obbligatoria e che adesso mi si chiede la restituzione del finanziamento.
Grazie

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Gustavo grazie per le risposte ma non so casa intendi per casistica. Stai scivendo con uno che non sapeva neanche del finanziamento ma ha trovato le carte subito dopo il decesso. Credo di aver spiegato tutto; tu mi stai informando su come funziona, ma su come sono andate le cose lo sto scrivendo io.

Quando mi è stato detto dell'assegno, dal titolare della finanziaria dove ho fatto denuncia del decesso, mi è stato dato un foglio di quitanza dell'assegno, quindi ho scoperto l'esistenza.

Anche il curatore, successivamente contattato sapeva dell'assegno, e me lo avrebbe riemesso tranquillamente se non si fosse bloccato con i documenti della polizza vita.

E' da lì che è partito tutto altrimenti la pratica sarebbe rimasta a dormire nello studio del liquidatore per sempre, perchè erano gia passati 2 anni e mezzo, e nessuno, dico nessuno, ha mai inviato o comunicato o richiesto nulla.

Dell'assegno è stata fatta denunzia e tutto il resto, è stato anche bloccato, volevo solo una riemissione a mio nome come erede, ma sono uscite fuori le varie decorrenze.

Se vuoi rispondo ad ogni singola tua domanda, ma alla fine non ho fatto altro che:

scoprire il contratto nel 2010 - comunicare il decesso alla finanziaria che mi liberava da ogni responsabilita verbalmente (subito) - apprendere che falliva dopo un anno 2011 - contattare il liquidatore inizio 2013 - apprendere che mia madre non era coperta causa decorrenza e quindi che dovevo restituire tutto (ma ad oggi nulla mi è arrivato quindi forse ci hanno provato) - e adesso capire se realmente il curatore ha ragione o meno.

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Rispondo anche al tuo penultimo post..... secondo me finanziaria - liquidatore - compagnia, tra di loro non hanno chiesto e fatto nulla.

La finanziaria della mia città mi disse che loro escono di scena in caso di decesso e non centrano piu nulla; finanziaria nazionale sarebbe fallita da li a meno di un anno; la compagnia è un fantasma......

Se questa è una casistica dammi un nome. :)

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insomma, quella parte di soldi non l'ha mai incassata nessuno, se l'è incamerata la banca che ha emesso l'assegno. ritengo che una riemissione a tuo nome sia improponibile, non essendo tu il contraente la polizza (e nemmeno il beneficiario). Si tratta di spiegare tutto questo al curatore, ti consiglio di farti aiutare da un valido avvocato esperto in materia (es. consulente adusbef) per fargli a capire l'esatta situazione e convincerlo che tu come erede puoi forse essere debitore di x e non di x+y.

Che dire di più? Diffida dei forumisti che non hanno la pazienza di farsi spiegare per benino le cose: se tornerà a farsi vivo ( se ne andasse sull'altro forum una buona volta! ) vedrai che sarà solo per insultarmi!

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ah ah ah... grazie Gustavo. Prendo sempre tutto con le pinze, non è il mio campo ma cerco di erudirmi per capire di piu su come muovermi cautamente. L'avvocato è già tra le mie prossime mosse.

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