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Leggo da un’intervista di Bertinotti, che il Governo e la fase berlusconista,è ad una fase conclusiva grazie anche ai a proposito dei quali dice :< della situazione ma anche fragile per l’incertezza. Bisogna quindi eliminare gli ostacoli sociali e gli ingombri esterni all’economia. Non a caso gli uòmini di punta di questo sistema sono : Tremonti,Draghi e Marchionne.Il primo perché garante e sacerdote delle politiche europee,il secondo in quanto difensore della moneta e l’ùltimo perché rappresenta l’idea delle nuove relazioni sociali che cancèllano l’ingombro del conflitto.>>A parer mio è un discorso ineccepibile e lucidamente coerente, che spiega perchè ho sempre stimato Bertinotti pur senza averlo condiviso mai . A volte la sua sinistra è pari alla mia destra !

LA NOBILTA' DELLO SCHIAVO, E' LA RIBELLIONE !
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""""la borghesìa è stata trasformata dal berlusconismo, che ha fatto emèrgere soggetti diversi da quelli tradizionali,quali ad esempio,piccole e medie imprese,settori tecnologici e finanziari"" ai quali è stato ventilato il " Paradiso !!" la possibilità di vendere, acquistare, incamerare,!!! su quali basi??? Non esiste la crisi, siamo fuori da essa, e via discorrendo!!! ed ora cosa gli " RACCONTA sig. PRESIDENTE????" che avete fallito in TOTO???L'economia globale di una nazione si posa sulla possibilità economica della massa Media , che è la stragrande maggioranza , in grado di smuovere unanazione.... Deve essere messa in condizioni di far ripartire l'economia globale, e bisogna creare nuova occupazione se nò, la rivoluzione è dietro l'angolo..Le pance vuote ormai sono in continua crescita, e non preoccuparsi di questo significa voler fare " Harakiri!!!"

Paolo da Cassano
Paolo da Cassano

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ma siamo tutti d'accordo che serve più lavoro, più salario, più certezza, più investimento, più diritti... ma ci dimentichiamo che ci scontriamo con un mercato globale (che si voglia o no, è così.. se qui produrre costa di più si importa dalla cina) e con un debito pubblico che qualsiasi intervento subisce porta a malcontento: i tagli non si possono fare in nessun settore (salvo togliere diritti/privilegi), maggiori entrate è impensabile perchè nessuno è in grado di sopportare altro carico.e la realtà è proprio che l'italia è caratterizzato da un tessuto economico sostenuto soprattutto dalla piccola-media impresa.quindi servono ricette, ma non se ne sentono; invece si assiste al solito elenco di buone intenzioni.bertinotti in fondo dice pure cose condivisibili, ma direi inapplicabili come tutta la teoria comunista degli anni che furono.

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Tutto sta nella parola "grazie" ai poteri forti, che tu non vuoi leggere, in quanto significa la fine dell'attuale fase politica.Dire che quei poteri forti non fanno proposte positive, e che non hanno alcuna influenza su in'Italia pur dominata numericamente dalla piccola e media impresa, significa non voler recepire la realtà. E bada bene, recepirla non significa necessariamente guidarla: l'aspetto vero e condivisibile di quello che dici tu, risparmio, è che la nostra piccola grande Italia, è solo un ingranaggio del meccanismo della globalizzazione, in cui non si governa con le battutine, con le frecciatine e con il sarcasmo tipici di un paio di generazioni americane fa: anche Clinton prima e Obama poi hanno dato svolte al mondo intero con il viso serio di chi pensa a quello che dice (anche Bush, peraltro).Il mondo ormai si guida in pool, mentre noi abbiamo un pollastro in cima alla catena alimentare.Il fatto che Bertinontti citi Tremonti, Draghi e Marchionne, come persone influenti, anzi come POTERI FORTI è indicativo, in quanto ognuno per se "punzecchiano" ad ogni piè sospinto quel Berlusconi che ha iniziato la parabola discendente e quindo volente o nolente non è più un potere forte, quindi non può materialmente proporre più di tanto, ma vivacchiare. E questa agonia non fa bene al paese.Ancor meno di quell'etichetta "comunista" che proprio non ci azzecca nulla e che risparmio vuole assolutamente rispolverare, fedele com'è alle etichette e all'anticomunismo superficiale ed epidermico.Perchè Bertinotti ha fatto un discorso (che condivido) e che comunista non è assolutamente. Troppo facile non volerne recepire la concretezza solo perchè Bertinotti era comunista....Bertinotti è uomo di principi e di coerenza esemplari, ed è sicuramente per questo che è uscito anzitempo da una scena politica che non lo poteva apprezzare.Ben vengano i suoi pareri da osservatore esterno!!

Sapiens... secum est (Il saggio sta con se stesso) (Seneca, Epistole, 9, 16)

E continuarono a chiamarlo l'ineffabile.

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Ancor meno di quell'etichetta "comunista" che proprio non ci azzecca nulla e che risparmio vuole assolutamente rispolverare---ho parlato di anni fa e per sottolinare l'utopia dell'ideologia, anche di quella che "comunista" non è più, sebbene con un po' di nostalgia.Troppo facile non volerne recepire la concretezza solo perchè Bertinotti era comunista....---e dove stanno le cose concrete, le risposte alle questioni sollevate? poi alla fine bisogna tradurre tutto in atti e numeri, non bastano le buone intenzioni da letterina di natale.mai detto che non sia coerente (l'ho sempre detto anche in passato, pur non condividendo spesso quanto diceva) nè che non sia credibile. sulla sua onestà intellettuale non ho mai dubitato, potrei dire davvero uomo d'altri tempi!

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in filosofia mi ricordo di aver studialo al liceo il "socialismo utopista" ma occorre ancora ricordare che i socialisti si sono di fatto estinti da soli nel loro anticomunismo viscerale, mente il comunismo reale, volente o nolente, ha saputo trasformarsi in una potenza emergente come la Cina, che sta dando non poche preoccupazioni per il futuro economico all'occidente capitalista?distinguiamo quindi tra la tua etichetta, in cui non vedo proprio alcuna nostalgia, di fatto, e il concreto futuro di una nazione come la Cina....quanto ai numeri che Bertinotti non avrebbe riportato, è da verificare se non ne abbia (evidentemente non è l'ipotesi che ricorre), se non abbia voluto citarli "nel contesto", o se semplicemente se di questa omissione non sia piuttosto responsabile il giornalista, che non ha pensato che poi c'è sempre qualche ragioniere che senza numeri si trova spaesato.... io personalmente sono convinto, ed è noto, che i numeri siano troppo "maneggiabili" e che siano ancora più fuorvianti di un ragionamento coerente.perchè di questo, di un ragionamento coerente, Cagliostro si è complimentato con Bertinotti, mica nient'altro... e visto che parliamo di Cagliostro e di Bertinotti ti pare poco?Vuoi mandare in cacca anche questo post con due numeretti in croce e fuori luogo?

Sapiens... secum est (Il saggio sta con se stesso) (Seneca, Epistole, 9, 16)

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